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Estratti di insegnamento tenuti dal dr. Licitra Rosa  in svariati contesti su argomenti di dottrina e di pratica psicoanalitica

 

Nella lista sottostante, nuovo testo consultabile sul Disagio della civiltà.

L’inconscio precisamente non si può situare in una distribuzione statistica. L’inconscio, come Lacan mette in valore nel Seminario XI, è un voler essere, cioè è preso essenzialmente […] per dirlo in termini filosofici, nel passaggio dal virtuale al reale. Ecco perché l’inconscio alla fin fine è sempre stato colto da Lacan in una problematica di realizzazione. Lacan è un realista e, in quest’ordine di idee, i veri realisti sono attenti ai fenomeni, sono cioè coloro che innanzitutto guardano a quello che accade. Ecco perché egli può dire che l’inconscio è essenzialmente qualcosa di non realizzato, che vuole realizzarsi. Da qui questa inversione fondamentale: mentre per Freud il riferimento fondamentale dell’inconscio è il passato, per Lacan è il futuro. Questo si ritrova fin negli esordi del suo insegnamento. In Funzione e Campo della parola e linguaggio il titolo della prima parte recita: realizzazione psicoanalitica del soggetto. È d’altronde in questo capitolo che per la prima volta Lacan illustra la retroazione temporale. […]Quello che Lacan chiama l’etica dell’inconscio è il desiderio d’essere dell’inconscio, da doversi distinguere dal desiderio inconscio. […]L’etica dell’inconscio comprende evidentemente l’etica dell’analista: occorre in effetti che l’analista sostenga l’inconscio col suo desiderio; […] ma occorre anche l’etica dell’analizzante: bisogna che egli acconsenta, venga all’ora per lui prefissata, che rispetti ciò che per noi non è un contratto ma comunque una forma di patto, bisogna veramente che voglia.

Commento del Seminario I di Jacques Lacan (prima parte)
«La conferenza Simbolico, Immaginario e Reale1 reca la data dell’8 luglio 1953. Precede dunque immediatamente la redazione del noto Rapporto di Roma2, che impegnerà Lacan per tutta l’estate di quello stesso anno. Il testo costituisce la prima presentazione tematica della celebre triade Simbolico-Immaginario-Reale, intorno alla quale si incentrerà l’elaborazione teorica di Lacan nei decenni successivi…»

 

Commento del Seminario I di Jacques Lacan (seconda parte)
«Partiamo subito dal dato che l’immaginario non può essere deprezzato, essendo una struttura essenziale della costituzione umana: tra l’altro ci consente di capire meglio che cos’è l’io in analisi.»

 

Commento del Seminario I di Jacques Lacan (terza parte)
«La libido narcisistica viene considerata in relazione alla formazione di un ideale dell’io, e in relazione a questo nuovo concetto vengono considerati i processi di idealizzazione dell’oggetto e di sublimazione delle tendenze.»

 

Parola e linguaggio ( lezioni )

“L’insegnamento di Lacan è precipuamente orale, ma c’è un rapporto stretto tra gli Scritti1 e i Seminari: gli Scritti raccolgono gli interventi effettuati da Lacan, si tratta di testi sintetici per molti dei quali si condensa l’orale, sono dei flash che fanno il punto sul suo insegnamento;”

 

Amore e godimento ( lezioni )

“Un giorno Picasso se ne andava a spasso con una graziosa cocorita accucciata sulla spalla, la quale non smetteva di mordicchiargli il bavero della giacca e il collo della camicia.”

 

Alienazione e Separazione ( lezioni )

“Nessuno di voi credo sia munito del Seminario XI perché non lo sapevate però per le prossime volte portatelo. Dunque, devo fare una premessa perché parleremo di un tema, che forse già alcuni di voi hanno affrontato o perlomeno di cui hanno sentito parlare: il tema dell’ALIENAZIONE/SEPARAZIONE.”

 

L’autenticità nell’ottica psicoanalitica (conferenza)

“La coppia autentico-inautentico acquisisce il suo pieno statuto nel contesto filosofico. Solo secondariamente la psichiatria e la psicoanalisi l’hanno fatta propria, attribuendole un significato specifico, benché derivato da quello filosofico originario.”

 

Il disagio della civiltà

“Lo scrittore e drammaturgo francese premio Nobel Romain Rolland aveva acquisito notorietà e fama per essersi dedicato fra l’altro alla ricerca di un’”arte per il popolo” – specie in campo teatrale – e alla diffusione di un credo umanitario di pace e di fraternità, la cui matrice egli ravvisava con ferma convinzione nella filosofia orientale e la cui realizzazione riconosceva nella rivoluzione russa.”